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I contenuti di questa pagina non devono essere considerati come esaustivi e non vanno intesi come strumenti di autodiagnosi , automedicazione e autoistruzione. Per maggiori dettagli o in caso di situazioni di disagio consultare sempre uno specialista

L’ansia, come combatterla?

L’ansia è un disagio che sempre più si sta diffondendo e di cui molte persone ne soffrono. Inoltre si sta notevolmente abbassando l’età in cui si manifestano i primi sintomi ansiogeni. In Italia il numero di persone che soffre d’ansia è in continua crescita, si stima che circa 10 milioni di italiani sono in preda all’ansia. Una situazioni spesso grave e invalidante che influisce negativamente sulle normali attività quotidiane e quindi sulla qualità della vita.

Prima di capire come si può intervenire sull’ansia è necessario capire  che cos’è l’ansia

In linea generale l’ansia può essere considerata come uno stato di tensione emotiva in risposta a una minaccia interna alla persona, generalmente sconosciuta, vaga e conflittuale oppure a una minaccia esterna, comunque rivolta alla persona stessa, conosciuta e/o non conflittuale.

L’ansia in quanto tale è innata e fa parte della natura umana. A differenza degli animali solo gli esseri umani possono provarla perché capaci di utilizzare la memoria per spaziare avanti ed indietro nel tempo.

L’ansia di per se non è una condizione patologica. Infatti in linea generale rappresenta uno stato di allerta che ci consente di evitare i pericoli o affrontare meglio le situazioni. Infatti proprio a tal proposito non sono rare frasi del tipo:

“Che ansia domani ho l’esame! Che ansia il treno è in ritardo! Che ansia questa attesa! Che ansia domani ho un colloquio di lavoro!” Queste sono solo alcune delle centinaia di espressioni che sentiamo pronunciare quasi ogni giorno, tutte accomunate dalla stessa parola: ansia.

Diventa un vero è proprio disagio o patologia quando essa diventa eccessiva rispetto ad una motivazione o quando non vi sarebbe alcuna motivazione per essere ansiosi. A tale riguardo quindi si fa una distinzione tra ansia normale e ansia come disagio o patologica, sostanzialmente una distinzione tra “ansia buona” e “ansia cattiva”. Inoltre sotto la parola ansia rientrano diverse tipologie di manifestazioni ansiogene, quindi esistono diversi tipi di ansia. Per approfondimenti si veda Ansia; differenza tra ansia normale e patologica 

Essa comunque in tutti i casi è un’emozione molto spesso spiacevole in quanto si accompagna a una serie di sintomi interiori e fisici (oltre lo stato di tensione), quali ad esempio sudorazione, cefalea, palpitazioni, costrizione toracica, blando mal di stomaco etc… La particolare costellazione dei sintomi dell’ansia tende a variare da individuo a individuo.

Ma quando si presenta generalmente l’ansia?

Di fronte a ciò che per noi rappresenta un pericolo, il nostro corpo reagisce mettendoci in allerta e così diventiamo vulnerabili.                                                         

Molto spesso pianificare la nostra vita e tentare di mettere ordine ogni volta può avere l’effetto contrario…

“Ben venga il caos, perché l’ordine non ha funzionato.”

Citava lo scrittore Karl Kraus. Ciò a significare che la vita è soprattutto caos e tentare di avere il controllo su tutto genera in noi uno stato d’angoscia.

Quindi come combatterla?

Per cercare di gestire l’ansia normale ma anche cercare di superare quella patologica non dobbiamo commettere l’errore di cercare per forza una risposta a questo stato d’animo. Individuare a tutti i costi la causa del disagio non farebbe altro forse che amplificare il problema. Soprattutto non dobbiamo rinnegarla ma accettarla. Infatti la negazione potrebbe innescare dei meccanismi di difesa della nostra mente disfunzionali che potrebbero portare all’amplificazione della stessa, innescando in questo caso un circolo vizioso molto più forte di quello che già potrebbe formarsi a prescindere da questo, oppure amplificare tutti quei pensieri che precedono o accompagnano l’ansia facendoli diventare dei veri e propri pensieri intrusivi ovvero ricorrenti e che compaiono nella nostra mente indipendentemente dalla nostra volontà, oppure, ancora, portando a pensieri e comportamenti completamente superficiali e facendoci in tal senso diventare persone probabilmente meno ansiose ma superficiali. Inoltre è fondamentale parlarne con qualcuno e provare a descrivere cosa esattamente proviamo, ma soprattutto è importante imparare ad associare l’ansia ad un evento presente, perché se continuiamo a ricondurla ad un evento remoto non facciamo altro che creare un circolo vizioso,  l’ansia si ripresenterà più volte perché la mente continuerà a vivere nel passato.

Vi sono sicuramente anche altre cose da poter fare si vedaTecniche per gestire l’ansia

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